Mangiare in Giappone


Un pregiudizio molto diffuso è che la cucina giapponese sia molto costosa: se questo è vero in Occidente, non lo è affatto in Giappone, a meno che non scegliate di mangiare nei ristoranti di lusso degli alberghi. I giapponesi mangiano molto spesso fuori casa, addirittura alcuni di loro hanno alloggi così piccoli e cucine minuscole, che preferiscono acquistare cibi pronti o mangiare per strada. Per spendere poco è necessario entrare nei locali frequentati dai giapponesi e ordinare quello che ordinano loro. In Giappone infatti esistono una miriade di ristoranti, di tutte le nazionalità e per tutte le tasche, fast food, pizzerie, spaghetterie dove troverete di tutto, anche la carne, che fino al dopoguerra era considerata una stravacanza, ad eccezione di quella di coniglio che non veniva considerato animale vero e proprio, ma in un certo senso equiparato ai pesci e agli uccelli. Chi ama il maiale lo troverà più facilmente a Nausei, nelle isole del sudovest, accompagnato da salsine piccantissime che mettono a dura prova il palato occidentale. In generale qui la carne di maiale è molto apprezzata e costolette o fettine di pancetta si accompagnano facilmente nelle soba. Rarissimi invece sono i formaggi e i latticini in genere, poiché la maggior parte della popolazione pare non riesca a digerirli.

In generale, possiamo dire che la cucina giapponese tradizionale è simile in tutto il paese, le tradizioni alimentari delle diverse isole sono per lo più legate alla presenza di ingredienti locali, senza però che si verifichi una grande differenza tra Nord e Sud. Ovviamente, la popolazione concentrata nella capitale e nelle grandi città può gustare una cucina che ha subito gli influssi occidentali, mentre il resto della popolazione che vive nei piccoli centri consuma piatti legati al territorio, in particolare alla raccolta delle erbe spontanee.

 

Un altro aspetto da notare è la differenza fondamentale della cucina giapponese dalle altre orientali: i giapponesi ci tengono moltissimo a sottolinearla e considerano, tutto sommato, decisamente inferiori le cucine cinesi, coreana, tailandese, anche se poi, di fatto, i ristoranti cinesi in Giappone sono diffusi quasi quanto quelli nazionali. Sarebbe molto lungo spiegare il concetto di «straniero» presso i giapponesi. Lo straniero viene chiamato gaijin, termine che non ha solitamente un senso dispregiativo. Un’idea che i giapponesi si sono fatti soprattutto degli occidentali viene loro dal cinema, per cui tutti gli italiani sono come quelli «ritratti» in film come il padrino e tutti gli americani sono simili a john Waine ecc.

E anche se sono molto premurosi con noi, solitamente, in fondo non ci considerano alla loro altezza perché parliamo ad alta voce e non sappiamo comportarci in pubblico. Insomma, noi gaijin non possediamo la loro raffinata educazione.