Storia del Giappone Premoderna

Era Premoderna

Oda Nobunaga
Oda Nobunaga

Il periodo Azuchi-Momoyama

 

La riunificazione politica del Giappone fu dovuta a tre grandi personalità: Oda Nobunaga, Toyotomi Ideyoshi e Tokugawa Ieiasu. Il terzo fu il fondatore dello Shogunato Tokugawa, dopo la battaglia di Sekigahara del 1600. Oda Nobunaga, e il suo successore Ideyoshi ridussero all'obbedienza i vari daimyo. Nei primi anni del XVI secolo era giunto in Giappone il cristianesimo, al seguito dei portoghesi, ma alla fine del secolo il kanpaku regnante Hideyoshi Toyotomi si preoccupò della crescente popolarità della nuova religione e scacciò i missionari, uccidendo 26 cristiani come monito. Ideyoshi morì nel 1598 lasciando come erede il piccolo Ideyori, ma le rivalità fra i grandi daimyo sfociarono subito in una guerra civile che vide la vittoria finale di Ieiasu.

Tokugawa
Tokugawa

Era Tokugawa

 

Durante questo periodo crebbero i sentimenti anti-cristiani del governo. Nel 1614, soprattutto per stroncare i tentativi olandesi di insinuarsi nell' economia giapponese, il cristianesimo venne messo fuori legge. La punizione per chi seguiva il cristianesimo era la morte. Migliaia di cristiani giapponesi vennero uccisi per aver mantenuto la loro fede nonostante il divieto. Rimase solo una sostanziosa comunità di cristiani a Nagasaki, oltre a gruppi più piccoli sparsi in tutto il Giappone.

Già all'inizio del 1800 però il sistema sociale e politico giapponese cominciò a cedere. Ricchi mercanti riuscirono ad acquisire una posizione sociale ben più alta di quella loro spettante per nascita, e al contrario di molti samurai, causa l'insufficienza degli stipendi, si diedero a commerci o ad altri lavori. D'altro canto molti daimyo apportarono ai loro feudi vaste e profonde riforme e miglioramenti in modo da accrescere le loro risorse mentre quelle dello shogunato diminuivano a causa dell'inettitudine della burocrazia. Tra il 1830 e il 1840 una serie di carestie si abbatté sul paese tanto da far temere una violenta rivolta popolare. Si diede quindi inizio ad una serie di riforme che furono affidate a Tokugawa Nariaki, del ramo cadetto della dinastia shogun. Nel frattempo nel nome della fedeltà all'imperatore si andò a formare una corrente di daimyo che accusava lo shogunato di non essere in grado di resistere alle pressioni occidentali per l'apertura di relazioni diplomatiche e commerciali.